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Eboli, evasione delle accise: condannata imprenditrice Provincia Provincia e Regione zonarcs 

Eboli, evasione delle accise: condannata imprenditrice



Condanna definitiva  per una 47enne di Eboli, legale rappresentante di una società attiva nel settore dei carburanti, per evasione delle accise. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro la sentenza della Corte d’appello di Salerno del 12 dicembre 2025, che aveva confermato la condanna emessa con rito abbreviato dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Salerno. I numeri dell’evasione contestata sono consistenti: 823.992 euro di accise e 289.894 euro di Iva, per un totale che supera 1,1 milioni di euro. La condotta, secondo i giudici, è consistita nella presentazione all’Ufficio delle Dogane di un prospetto contenente numerose falsità. La difesa aveva contestato il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e la misura della pena, superiore ai minimi previsti dalla legge. Argomenti che la Suprema Corte ha giudicato una semplice ripetizione di quelli già respinti in appello. I giudici hanno sottolineato il carattere sistematico e insidioso della condotta e l’assenza di elementi favorevoli all’imputata: né la scelta del rito abbreviato né la fedina penale pulita, da soli, bastano a ottenere uno sconto. Quanto alla pena più alta del minimo, la Corte ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito, che hanno dato peso alla gravità del fatto dimostrata dall’entità dell’evasione.


 

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